L’articolo propone una lettura critica della nota dottrinale Mater Populi Fidelis del Dicastero per la Dottrina della fede, collocandola nel contesto dello sviluppo storico-teologico della mariologia moderna e contemporanea, in particolare nel dibattito sui titoli di Corredentrice e Mediatrice universale. Dopo aver ricostruito la struttura argomentativa del documento e la pluralità dei suoi registri – biblico, storico, sistematico e pastorale – l’analisi mette in evidenza alcune tensioni interne che ne attraversano l’impianto, riconducibili anche a una stratificazione redazionale. L’articolo evidenzia come la nota, pur riaffermando l’unicità della mediazione di Cristo e mostrando attenzione al sensus fidei e alla pietà popolare, fatichi a integrare pienamente le acquisizioni della mariologia postconciliare, soprattutto sul piano dell’antropologia teologica, della libertà umana e della cooperazione alla grazia. In questa prospettiva, Mater Populi Fidelis appare come un testo significativo ma problematico, che sollecita ulteriori approfondimenti teologici e pone interrogativi rilevanti sul metodo, sul linguaggio e sulle forme di
sviluppo del dogma.
(autore: Linda Pocher)
Indice del n. 59 (1/2026)
