L’articolo propone una lettura di carattere sistematico del rapporto tra liturgia e speranza, dividendo il lavoro in due parti. Nella prima riflette sul contributo che il Movimento liturgico e la Riforma liturgica hanno dato al superamento di categorie teologiche medievali e moderne, che hanno ostacolato la esperienza di comprensione e di pratica dei sacramenti. Nella seconda parte applica il modello di lettura sistematico all’anno liturgico e in particolare alla sequenza rituale di Quaresima, Triduo pasquale e Tempo pasquale. Emerge, in modo evidente, che l’apertura alla speranza non è solo un contenuto di fede, ma una pratica di azione rituale. L’inerzia di modelli sistematici di comprensione del rito in modo scisso (con i sacramenti e la liturgia pensati con categorie diverse e opposte) impedisce un’esperienza rituale capace di alimentare la speranza come evento comunitario ed ecclesiale.
(autore: Andrea Grillo)
Indice del n. 58 (2/2025)
