L’articolo analizza l’approccio della teologia fondamentale alla Scrittura – forma peculiare della parola di Dio – offrendo tracce per una sua più ricca considerazione. In particolare, si propone di approfondire la forma testimoniale dello scritto, in quanto essa custodisce la sua eccedenza costitutiva: il rinvio a Gesù, del quale ripropone la dinamica kenotica. Di qui, a proposito dell’uso teologico della Scrittura, si possono evidenziare tre livelli, tra loro interconnessi: la compatibilità cristologica, la forma storico-tipologica, la condensazione aforistica. La loro trattazione consente di non sovrapporre Dio alla Scrittura, ma di comprendere come la Scrittura sia indispensabile per favorire la fede, rapporto autentico all’intenzionalità affettiva della rivelazione.
(autore: Pierangelo Sequeri)
Indice del n. 58 (2/2025)
