L’occupazione tedesca del Belgio durante la prima guerra mondiale e il successivo tour nordamericano furono due esperienze che, nella loro stretta consequenzialità, influenzarono in modo decisivo lo sviluppo di una sensibilità ecumenica da parte del cardinale Mercier. Attraverso le sue «pastorali di guerra», puntualmente rilanciate dalla stampa alleata, l’arcivescovo di Malines divenne l’incarnazione della resistenza della nazione belga all’invasione del 1914, guadagnandosi, entro la fine del conflitto, una straordinaria popolarità internazionale. Fu questa la base attorno alla quale si imperniò, sul finire del 1919, il suo memorabile viaggio tra Stati Uniti e Canada, un’iniziativa che, oltre a stimolare una maggiore consapevolezza attorno al problema dell’unità delle Chiese, lanciò il cardinale quale possibile mediatore di un rinnovato dialogo tra cattolici e anglicani.

 

 

(autore: Leonardo Pesenti)

Indice del n. 59 (1/2026)