L’articolo si dedica in un primo momento a spiegare quale epistemologia soggiace alla teologia femminista e come in questa epistemologia la Scrittura assuma un ruolo particolare e determinante fin dai primordi del movimento femminista. In questa fase si vuole mostrare anche come un metodo che dichiara il proprio orizzonte di partenza e i propri fini, non solo è legittimo, ma scientificamente più efficace. La seconda parte dell’articolo è dedicata invece all’analisi di tre opere di una delle maggiori esponenti della teologia femminista, Elizabeth Johnson. Lo scopo di questa analisi è cogliere come la Scrittura venga utilizzata e quale centralità abbia, in modo da verificare concretamente quanto indicato nella parte epistemologica. Si concluderà che la teologia femminista utilizza la Scrittura come elemento portante del proprio argomentare, tanto da farne la propria stessa anima.

 

 

(autore: Simona Segoloni Ruta)

Indice del n. 58 (2/2025)