L’articolo si propone di dare conto della nozione di rivelazione nell’opera di Theobald. Per farlo, si è scelto di partire dal giudizio da lui portato alla crisi modernista, in particolare attraverso le figure di Loisy e Blondel, alle quali il gesuita franco-tedesco ha dedicato molti studi. Theobald si è confrontato a lungo con le loro domande e si è lasciato ispirare dai loro tentativi di risposta, nella misura in cui la crisi di inizio Novecento contiene già in nuce i germi della «situazione epistemologica» in funzione della quale egli stesso edificherà la sua teologia. Compresa la natura della «svolta ermeneutica » che Theobald ha inteso imprimere alla teologia fondamentale per superare le questioni lasciate aperte dalla crisi modernista, l’articolo passa a descrivere la perdurante centralità del concetto di rivelazione nelle opere del Theobald più maturo. Uno spazio è dedicato anche ad uno schizzo dei teologumeni «Fede» e «Tradizione», anch’essi centrali per la teologia fondamentale di Theobald, e necessari a comprendere in che modo, secondo lui, la rivelazione divina si dia nella storia.

(autore: Samuele Adorno)

Indice del n. 55 (1/2024)