Il saggio, a cento anni dalla marcia su Roma, ricostruisce l’apporto di Francesco Luigi Ferrari alla comprensione del fascismo in ascesa, che proprio nel 1922 andò al potere, inducendo la sinistra popolare, di cui l’esponente modenese era un punto di riferimento, a lanciare il periodico Il Domani d’Italia. Sulle colonne del giornale milanese, la critica al fascismo fu implacabile, così come verso l’atteggiamento incerto dello stesso Partito popolare italiano nei confronti dell’esperimento mussoliniano, che era entrato al governo. Ferrari, che aveva sviluppato un’analisi severa dello squadrismo sulla stampa locale, anticipava lucidamente l’esito totalitario, che approfondì nella sua opera più matura e famosa Il regime fascista italiano, scritta dall’esilio belga, al quale era stato costretto per la violenza subita.

(autore: Giorgio Campanini)

Indice del n. 53 (1/2023)