Nello scenario epistemologico contemporaneo, segnato da una pluralità di approcci disciplinari, non è affatto ovvio che la filosofia sia considerata, come un tempo, l’interlocutore naturale della teologia. Situandosi pienamente in tale contesto, il pensiero teologico di Theobald deve comunque molto al rapporto dialogico con alcuni filosofi contemporanei. In queste pagine ne sono presi in considerazione tre: Maurice Merleau-Ponty, per quanto riguarda l’elaborazione della categoria di stile; Jürgen Habermas, a proposito dell’apprezzamento della modernità e delle considerazioni sull’agire comunicativo; Paul Ricoeur, in riferimento alla narratività, all’attestazione e alla riflessione etico-teologica sulla Regola d’oro. Viene infine proposta qualche riflessione conclusiva sulla razionalità propria del sapere teologico.

(autore: Emanuele Bordello)

Indice del n. 54 (2/2023)