Il contributo si concentra sul senso del termine adelphos nel Nuovo Testamento. Dopo qualche breve considerazione sui papiri ellenistici, sui Settanta e sulla letteratura di Qumran, in cui si evidenzia il valore proprio e metaforico del termine, si analizza il Vangelo di Matteo, mostrando come adelphos indichi sostanzialmente il membro della comunità. In particolare, è lo stesso Risorto a chiamare i suoi discepoli «fratelli» (Mt 28,10), mostrando come a partire dalla vittoria sulla morte si istituisca una nuova relazione fra i membri della comunità. Un secondo percorso valorizza il titolo «primogenito», il quale si riferisce ai credenti che hanno ricevuto l’adozione filiale tramite lo Spirito (Rm 8,29), ma pure è posto in connessione coi morti (Col 1,18; Ap 1,5), cioè con tutti gli uomini accomunati proprio dal comune destino; questi stessi uomini mortali sono considerati «fratelli» (Eb 2,11) da Colui che ha condiviso il loro estremo limite ma li ha liberati dalla morte in forza della sua risurrezione.

(autore: Matteo Crimella)

Indice del n. 50 (2/2021)