Gli ideali espressi dal noto motto rivoluzionario non hanno ispirato leggi volte a realizzare una vera fraternité. Ciò è successo sia perché l’ideologia individualista – in cui l’io è visto isolato – ha sommerso la visione – esprimibile con il «noi» – che pensa che l’io si realizzi nelle relazioni interpersonali; sia perché è molto difficile ipotizzare comportamenti legali per concretizzare una vera fraternità, che possano, in caso di inadempimento, essere realizzati coattivamente, poiché la fraternità si basa sulla spontaneità e gratuità, non sulla coercizione. Serve educazione più che legislazione. I cristiani e la Chiesa devono sentire l’obbligo di partecipare a un percorso di rivitalizzazione del «noi» (pensando anche alla difesa dei beni comuni) e sostenere una educazione civica basata sui valori della Costituzione italiana, via sapiente per incarnare nella situazione attuale quelli evangelici.

(autore: Maurizio Millo)

Indice del n. 50 (2/2021)