Questo breve studio vuole documentare i fatti e avviare una lettura teologica della vicenda tragica ed evangelicamente straordinaria dei quaranta seminaristi del Seminario minore di Buta (diocesi di Bururi nel Burundi meridionale), considerati «martiri della fraternità», uccisi il 30 aprile 1997 da miliziani armati per non aver voluto separarsi gli uni dagli altri per appartenenze etniche, proclamando la comune paternità in Dio e il primato del legame fraterno in Cristo. Si tratta di una riflessione in due parti, che si avvale principalmente del contributo di p. Marc Bigirindavyi, miracolosamente sopravvissuto ai tragici avvenimenti, che unisce, al racconto dei fatti, la documentazione dei molteplici frutti scaturiti da questo martirio, tra i quali l’avvio del processo diocesano per il suo riconoscimento ecclesiale (21 giugno 2019). Nella seconda parte l’articolo vuole mostrare come questa testimonianza di una fraternità vissuta fino al sangue tocchi non solo un punto nevralgico e decisivo dell’inculturazione del vangelo in terra africana, ma anche il cuore stesso del kerygma cristiano, e quindi possa essere considerato come un evento profetico, capace di segnare l’avvio di una nuova tappa dell’evangelizzazione in Africa.

(autore: Marc Bigirindavyi – Luciano Luppi)

Indice del n. 50 (2/2021)