A differenza dell’immagine irenica comune in Occidente la Torah presenta la fraternità come il luogo di un conflitto originario da cui dobbiamo prendere le distanze. Questa immagine è chiara fin dalla prima delle molte relazioni fraterne che sono descritte nel Pentateuco: quella tra Caino e Abele. Nel solco di questa interpretazione, fraternità e relazione sembrano concetti antitetici: finché c’è fraternità non può esserci autentica relazione con l’altro, perché i sentimenti di invidia e gelosia caratteristici delle relazioni tra fratelli (e sorelle) prevalgono. Un modello che può essere preso come guida anche per le relazioni ebraico-cristiane: se il modo di renderle stabili fosse di concepire se stessi come tradizioni indipendenti piuttosto che come religioni sorelle?

(autore: Davide Assael)

Indice del n. 50 (2/2021)