L’ingresso della Grecia nell’Unione Europea ha avuto riflessi sul piano teologico, in quanto l’integrazione del Paese in un organismo religiosamente pluri-confessionale pone l’Ortodossia in una situazione di nuove interazioni culturali. Una parte degli ambienti teologici locali, come gli esponenti della «rinascita neo-ortodossa», concependo il rapporto con l’Occidente cristiano in una prospettiva non complementare, bensì alternativa, vede la relazione con le istituzioni comunitarie europee in termini fondati sull’alterità. Altri teologi invece, e soprattutto esponenti della gerarchia ecclesiastica, hanno invece collaborato fattivamente con le istituzioni europee, nell’assunto che l’incontro inter-cristiano fa parte della missione universale della Chiesa e soprattutto le peculiarità della teologia ortodossa potrebbero aiutare l’Occidente a ritrovare le proprie radici culturali cristiane.

(autore: Enrico Morini)

Indice del n. 45 (1/2019)