L’intervento propone alcune riflessioni di carattere religioso e teologico sull’Europa. Il substrato religioso ha avuto un innegabile ruolo ispiratore dell’etica nel nostro continente e marginalizzarlo sarebbe come rinnegare la comune eredità del passato. Essendo il riconoscimento di Dio strettamente legato al riconoscimento della dignità umana, l’antropologia cristiana rappresenta un’altra preziosa eredità per l’Europa. Nella visione dell’A., l’unità europea è solo una tappa fondamentale verso l’unificazione e la pacificazione di tutto il mondo e pertanto la casa comune europea deve divenire parte attiva nella promozione e realizzazione di una globalizzazione «nella» solidarietà e «della» solidarietà. In altri termini, va ricercata la via di un nuovo umanesimo – della compassione, della tenerezza o delle opere di misericordia in atto – che aiuti l’umanità a maturare. E una delle missioni della teologia attuale è quella di identificare e illuminare i «segni del nostro tempo» con lo spirito della misericordia e di scoprire quei «semi del Verbo» che sono già presenti in tutte le culture.

(autore: Lluís Martínez Sistach)

Indice del n. 42 (II/2017)