BALDASSARRI Angelo (diocesi di Bologna – Italia)

Ricordare Monte Sole. Considerazioni storico-teologiche sui modi della memoria ecclesiale

Primo relatore: MANDREOLI Fabrizio – Secondo relatore: TRIONFINI Paolo
Difesa: 30 ottobre 2017 – Qualifica: summa cum laude
[non pubblicata]

La presente dissertazione è dedicata alla ricostruzione delle modalità con cui la Chiesa bolognese ha elaborato la memoria della strage di Montesole dall’immediato dopoguerra fino alla conclusione dell’episcopato del cardinal Biffi (2003). È strutturata in cinque capitoli, preceduti da una introduzione, che spiega le ragioni dell’indagine, e seguiti da una conclusione, in cui si tirano le fila dell’ampia ricerca svolta. I primi quattro capitoli scandiscono le varie fasi dell’atteggiamento memoriale della Chiesa bolognese: il silenzio (1947-1974); la risalita (1975-1983); gli inizi di una presenza, legata alla pubblicazione di Le querce di Montesole di Luciano Gherardi (1983-1984); la presenza, quando il vescovo Biffi definì quei luoghi «un tesoro da custodire» e li affidò alla comunità di G. Dossetti (1984-2003). Il quinto capitolo presenta alcune riflessioni storiche e teologiche emergenti dalla memoria dei fatti di Monte Sole. Il percorso evidenzia come l’anticomunismo abbia condizionato il cammino della Chiesa bolognese nel dopoguerra: quando per paura si pensa la propria identità comunitaria in contrapposizione a un nemico si rischia di rimanere ingabbiati negli schemi di chi si vuole combattere. Nel contempo sono enucleate alcune istanze teologiche che emergono dalla memoria di Monte Sole, evidenziando come le domande emergenti da quella tragedia possano sollecitare ad una più profonda comprensione teologica su temi quali il perdono, le scelte evangeliche di rivolta al male, il martirio, il sacrificio, la Chiesa locale. La risalita a quegli spazi segnati da una violenza inimmaginabile ha dato modo di riscoprirli come luogo «in cui si precipita nella storia» (L. Baldissara) e da cui si può comprendere in modo nuovo il cammino a cui è chiamata la comunità cristiana di oggi. Se le commemorazioni di Marzabotto sono state usate per dire che l’Italia non era nazi-fascista e in seguito che l’Europa non è totalitarista, ora, salendo a Monte Sole svestendosi di atteggiamenti autocelebrativi, non si può non riconoscere la violenza di cui è stata capace la cultura europea pur nella sua millenaria tradizione cristiana. È questa consapevolezza che può favorire una revisione del patrimonio religioso e culturale cristiano, purificandolo da ogni elemento che non attenga al nucleo essenziale della fede e che possa ancora oggi «alimentare miti classisti, nazionalisti, razzisti» (G. Dossetti).

Indice del n. 43 (I/2018)