Dando seguito ad un precedente contributo, relativo alla recezione di GS 22 da parte del magistero pontificio negli ultimi cinquant’anni, il presente articolo indaga le ricadute pastorali del rapporto tra «umano» e «cristiano» istituito da GS 22. Percorrendo il magistero di Giovanni Paolo II, ci si può rendere conto che questo pontefice non solo fonda tutta la sua azione pastorale sull’insegnamento di GS 22, nella convinzione che la dignità dell’uomo possa essere pienamente colta solo alla luce dal mistero di Cristo ma è pure persuaso del fatto che da GS 22 dipenda anche la ragione ultima dell’azione missionaria della Chiesa: annunciando Cristo, essa è mossa dal desiderio di far conoscere l’uomo all’uomo. Pur in un contesto fortemente segnato dal relativismo, l’approccio marcatamente cristocentrico di Giovanni Paolo II continua a conservare tutta la sua significatività.

(autore: Federico Badiali)

Indice del n. 40 (II/2016)