Mario Fini, presbitero della diocesi petroniana, è stato a lungo professore di Teologia sistematica a Bologna, allo STAB prima e alla FTER poi. Il testo racconta anzitutto il cammino personale (dell’autore) ed ecclesiale (della Chiesa di Bologna) in rapporto alle Scritture. Nel tracciare un percorso di tipo biografico, Fini mette in luce la portata ecclesiale del mutato atteggiamento verso il libro delle Scritture, che egli sperimentò nel periodo del Seminario, prima, e poi nel quadro del suo ministero come giovane prete della Chiesa di Bologna. La parte centrale della relazione raccoglie attorno a cinque punti cruciali l’apporto di novità della Dei verbum e individua poi alcune questioni aperte su cui la costituzione conciliare non ha detto una parola definitiva, me che ha piuttosto affidato alla riflessione teologica e magisteriale successiva (i concetti di rivelazione e di tradizione; alcune questioni di metodo e di ermeneutica). Successivamente l’autore s’interessa alla recezione della Dei verbum nella Chiesa del postconcilio, intesa come accrescimento di alcuni dei contenuti presenti nella costituzione stessa. Ritornando infine a una narrazione autobiografica, egli focalizza in conclusione la propria esperienza di rapporto con le Scritture nel periodo più recente del proprio servizio ecclesiale, nella doppia veste di pastore-parroco e di docente di Teologia.

(autore: Mario Fini)

Indice del n. 39 (I/2016)