GIUSTOZZI Gianfilippo (arcidiocesi di Fermo)

Pierre Teilhard De Chardin. Mistica cristiana e potenza creatrice della tecnica 

 

Primo relatore: BOSCHINI Paolo – Secondo relatore: BADIALI Federico
Difesa: 29 gennaio 2015 – Qualifica: summa cum laude

La produzione teorica di Pierre Teilhard De Chardin è vasta e differenziata. Per capire la sua opera, senza trascurare il riferimento al discorso scientifico da lui elaborato in qualità di paleontologo e paleoantropologo, occorre concentrare l’attenzione sulla puntuale ricostruzione dei contenuti, e sulla determinazione delle esatte scansioni temporali del divenire del pensiero teologico-filosofico depositato nei tredici volumi delle Œuvres Complètes, nel vasto epistolario, nel diario, nelle note di ritiro e in quelle di lettura.
L’impiego di tale metodologia, particolarmente attenta all’esatta ricostruzione delle scansioni temporali del pensiero del gesuita, consente di sottrarre l’interpretazione della sua opera teologico-filosofica a letture laudatorie o denigratorie, oppure alla pratica di ermeneutiche selettive o attualizzanti. La precisa ricostruzione diacronica del suo cammino di pensiero pone infatti in luce che in Teilhard agisce una pulsione al cambiamento che si canalizza in tre direzioni. In primo luogo, nella «necessaria rifondazione» della teologia e della spiritualità cattolica; in secondo luogo, nella riconfigurazione del discorso scientifico, per creare le condizioni della sua emancipazione dal riduzionismo materialistico; in terzo luogo, nel tentativo di dar vita alla costituzione di una «Nuova Antropologia» capace di misurarsi con i problemi posti da figure del divenire della «Noosfera» come la «Planetizzazione umana» e l’avvento della «geotecnica».
Teilhard, dunque, partendo dall’esigenza di posizionare l’annuncio evangelico nell’orizzonte della materialità del processo evolutivo della vita cosmica, attraverso l’allargamento della categoria di evoluzione alla genesi e all’espansione della vita pensante, fin dai primissimi esordi della sua produzione teorica, giunge a dar forma a una ermeneutica teologica della tecnica.
Egli si accredita, in tal modo, come un pensatore la cui proposta ha come asse portante la ricerca di una forma di «congiungimento tra ragione e mistica» adeguata ai rapidi mutamenti in atto nella «Noosfera».
L’esatta ricostruzione storica del divenire del pensiero del gesuita evidenzia, quindi, il ruolo centrale che in esso gioca la tematica della costruzione tecnico-scientifica della realtà. Fin dai primissimi scritti riconosce infatti in questo fenomeno la figura più avanzata di un processo evolutivo che, nel dislocarsi sempre più nello spazio della forza progettuale e costruttiva del pensiero, necessita, per poter persistere e avanzare, di un riferimento teologico.
Ai fini della ricostruzione del pensiero del nostro autore risulta dunque evidente il valore euristico che ha la questione dell’ermeneutica teologica della tecnica, una problematica che, invece, la Teilhard-Forschung ha quasi completamente ignorato.

Indice del n. 38 (II/2015)