La riflessione teologica di M.-D. Chenu, si è articolata attorno ad alcuni passaggi fondamentali che comportano un’attenzione rinnovata alla storia. La «teologia dei segni dei tempi», suo contributo specifico al concilio Vaticano II, affonda le sue radici nella concezione della teologia da lui maturata a partire dall’indagine sugli scritti di san Tommaso con sensibilità di storico negli anni ’20 e ’30 nell’ambiente domenicano di Le Saulchoir. Il concetto di sacra doctrina, letto negli sviluppi a esso dati da Tommaso nel XIII secolo, diviene lo snodo che consente a Chenu di intendere come l’attenzione alla storia è elemento da considerare nella riflessione teologica. Nella sacra doctrina si attua una continuità tra il dono della fede nel comunicarsi di Dio e il coinvolgimento della ragione umana secondo le sue leggi. Il criterio di questo passaggio sta nella legge di incarnazione che innerva la storia della salvezza: incarnazione della parola di Dio in parole umane, incarnazione di Cristo nella storia umana. Da qui egli sviluppa l’idea di un’incarnazione della Parola continua nel tempo: la parola di Dio va letta nel tempo. In tale approfondimento della questione dello statuto della teologia per Tommaso, Chenu si apre a considerare la sacra doctrina come cogitatio fidei, in cui l’elemento della storia entra a far parte del concetto stesso di Rivelazione.

 

(Autore: Alessandro Cortesi)

Indice del n.24 (II/2008)