Questo contributo studia il rilievo teologico del tema della debolezza nell’epistolario paolino, e più precisamente nelle due lettere ai corinzi, a partire dalla dichiarazione di 2Cor 12,10b: «Quando sono debole è allora che sono forte». La frase viene dapprima compresa alla luce del suo contesto immediato (12,7b-10) e poi della sezione di 11,16-12,10, dove il tema della debolezza affiora continuamente. In seguito, l’indagine si snoda lungo il filo dei passi di 1-2Cor caratterizzati dal particolare genere letterario dei «cataloghi di avversità». Un primo esempio è già riconoscibile in 2Cor 11,23b-29: ad esso si aggiungono – procedendo a ritroso – 2Cor 6,4-10, 2Cor 4,7-12 e 1Cor 4,10-13. In questo tipo di testi si può incontrare, da un lato, il lessico della debolezza (cf. 1Cor 4,10) e, dall’altro, il tema collegato della potenza di Dio (cf. 2Cor 4,7 e 6,7): quest’ultimo motivo svolge un ruolo di primo piano già nel brano da cui parte la ricerca (2Cor 12,7b-10: cf. v 9). Chiude il percorso l’esame di 1Cor 1,18-2,5: un passo in cui la teologa paolina sulla debolezza si sviluppa in termini prevalentemente cristologici e che ha, pertanto, carattere fondativo.

(Autore: Maurizio Marcheselli)

Indice del n.19 (I/2006)