Il carattere prettamente ecclesiologico di Gv 21 è il punto di partenza di questo percorso esegetico. L’autore dell’ultimo capitolo del quarto Vangelo vuole infatti fronteggiare il problema interecclesiale che la morte del discepolo amato ha acutizzato: quello della tensione tra le comunità d’ispirazione petrina, e l’ambiente minoritario costituito dalle comunità giovannee. Se lungo tutto il Vangelo i discepoli sono totalmente orientati a Gesù, tesi a far emergere la sua identità, in Gv 21 è piuttosto Gesù che fa emergere l’identità e le responsabilità di Pietro e del discepolo amato nel tempo postpasquale. Il modello che ha ispirato la soluzione della tensione interecclesiale è quello del riconoscimento delle legittime differenze e dei ruoli che Gesù ha conferito a Pietro e al discepolo amato, compaginate in un quadro d’insieme. Così, Pietro è colui al quale è conferita l’autorità pastorale e il discepolo amato è colui che, anche dopo la sua morte, testimonia attraverso il suo Vangelo: ciascuno alla presenza dell’unico Signore della Chiesa, Cristo risorto dai morti.

(Autore: Enzo Bianchi)

Indice del n.19 (I/2006)