La filosofia italiana contemporanea appare sensibilmente caratterizzata da un interesse per la religione e, in particolare, per il cristianesimo: non pochi pensatori, infatti, pur dichiarando di non professare la fede cristiana, riconoscono il proprio debito intellettuale e formativo al vangelo di Cristo. Dopo la «crisi del soggetto», in un orizzonte fortemente attraversato da un esasperato relativismo e interessato da un sempre riemergente radicalismo individualista, la filosofia italiana dei nostri giorni sembra offrire interessanti spunti al fine di ripensare l’uomo come interlocutore del Mistero, anche di fronte ai negatori della sua possibilità e comunicabilità. Il breve ritratto dei tre pensatori che vengono proposti (Severino, Vattimo, Cacciari) vorrebbe costituire uno spettro minimale di quelle idee filosofiche fondamentali che la Chiesa italiana, nella sua attività evangelizzatrice, non può oggi ignorare, specie se si tratta di rendere ragione della speranza che abita nel cuore dei credenti.

(Autore: Giorgio Sgubbi)

Indice del n.19 (I/2006)