In questi ultimi anni sembra definitivamente superato, nel mondo cattolico, l’imbarazzo provato verso don Giovanni Verità, il prete di Modigliana passato alla storia per aver salvato nel 1859 Garibaldi. A renderlo impopolare agli occhi di un certo cattolicesimo ufficiale avevano contribuito soprattutto i primi biografi, più interessati alla polemica anticlericale che all’analisi storica e che avevano presentato il Verità come il sincero ministro della religione di Cristo e per questo agitatore carbonaro, amico dei massoni e nemico del potere temporale dei papi. L’autore della nota ripercorre le tappe di questa progressiva rivalutazione storica e religiosa del Verità al quale il vescovo aveva negato i funerali religiosi, e questo non solo per il suo testamento spirituale di aperta ispirazione massonica. Oggi il Verità è venerato e reputato «insieme ottimo sacerdote e temerario patriota», uomo che ha vissuto «con intensa partecipazione sia l’attività pastorale che il risorgimento».

(Autore: Maurizio Tagliaferri)

Indice del n.20 (II/2006)