Il documento della Pontificia commissione biblica Il popolo ebraico e le sue sacre Scritture nella Bibbia cristiana (2001) si pone sulla duplice scia della Dei verbum e del c. IV della Nostra aetate del Vaticano II, due testi diversi nell’intenzione del concilio, ma accomunati nelle conseguenze per l’esegesi biblica dell’ultimo mezzo secolo e per il dialogo ebraico-cristiano. In questa nota il documento viene presentato a partire dal contesto teologico, ecclesiale e storico-culturale in cui si colloca alla fine del XX secolo, rispetto al concilio e nelle sue articolazioni interne. L’introduzione stessa del documento dichiara infatti la dipendenza della problematica affrontata dalla presa di coscienza del significato epocale della Shoah; e la trattazione introduce nel c. III, dopo l’analisi dei caratteri essenziali della presenza della Bibbia ebraica nella Bibbia cristiana, una riflessione specifica su «Gli ebrei nel Nuovo Testamento» motivata dall’esigenza di escludere posizioni antigiudaiche nei testi fondanti del cristianesimo.

 

Indice del n. 37 (I/2015)