L’intervento inquadra l’esortazione pontificia all’interno della categoria di «teologia pratica», come risposta concreta data dalla coscienza credente ai segni del tempo. Le tentazioni che il papa denuncia (individualismo, crisi di identità, crisi nel fervore, mondanità spirituale), sono poste in relazione con varie radici, che sono alternativamente la sindrome di privatizzazione della fede propria della secolarizzazione in atto e un maldestro ricorso alla dottrina dei valori; il prevalere di rapporti sociali impostati in termini di indifferenza scetticismo e distacco, lo smarrimento e l’evanescenza delle figure parentali di base, quale quella paterna; il controllo ringhioso e intransigente esercitato dagli operatori pastorali sugli interlocutori del loro annuncio. Le vie sospette dell’evangelizzazione consistono nell’ipertrofia della programmazione pastorale e nel trionfo dell’ideologia ai danni della realtà, mentre il rilancio della via della pietà popolare da parte del papa è accettata nella misura in cui sia supportata da una ripresa del grande dibattito riguardante i rapporti tra fede e cultura.

Indice del n. 37 (I/2015)