L’articolo propone una riflessione sullo status del non-ebreo che risiede «in mezzo a Israele» e che la Bibbia identifica con lo straniero-residente (ger tôshav). Quest’ultimo è discusso nell’orizzonte che gli è proprio: il noachismo, il quale rappresenta la dimensione universale della Torah di Israele. Nello specifico, è discussa criticamente una particolare interpretazione del noachismo, oggi assai corrente, che ha proprio nello straniero-residente la sua chiave di lettura. A conclusione dell’articolo viene sottolineata l’importanza dell’esperienza culturale moderna come filtro attraverso cui mediare la proposta noachide.

(Autore: Raniero Fontana)

Indice del n.34 (II/2013)