Nel solco della riflessione che attraversa i secc. XIII-XVI, s. Tommaso coglie la legge naturale nella sua dimensione oggettiva: lo justum o res justa nella convivenza umana. L’evoluzione di tale concezione in senso soggettivo, come elemento inerente alla natura umana, comincia nel sec. XVI per opera di Francisco de Vitoria durante la cosiddetta «disputa delle Indie». Caratterizzato da una certa cautela iniziale, il pensiero della Chiesa in rapporto alle dichiarazioni dei diritti umani matura progressivamente, fino all’affermazione dell’imprescindibilità della promozione e del rispetto di tali diritti. Passando in rassegna alcuni degli interventi più significativi del magistero sul tema, l’autore mostra la novità da essi apportata: acquisito ormai il valore della res justa e del soggetto, la centralità viene assegnata al dialogo con il mondo e alla questione dell’uomo con la sua dimensione relazionale, trascendente e cosmica.

(Autore: Franco Appi)

Indice del n.26 (II/2009)