Un esempio significativo di iniziative per la recezione del concilio Vaticano II nei primi anni dopo la sua conclusione furono i dieci gruppi di studio istituiti dal card. Lercaro nella diocesi di Bologna per l’attuazione del motu proprio Ecclesiae sanctae di Paolo VI. Essi non si occuparono solo degli aspetti tecnici dell’aggiornamento normativo, ma cercarono di trasmettere alla diocesi lo «spirito» del concilio. L’articolo prende in considerazione le relazioni finali dei gruppi e mette in evidenza i numerosi problemi relativi soprattutto alla vita del clero per i quali si riteneva più urgente il rinnovamento. Sottolinea come la consapevolezza di questi problemi nascesse proprio dal confronto con l’esperienza conciliare. In questo senso fu importante la lettura del concilio fatta da G. Dossetti. I principi ispiratori erano quelli ecclesiologici che interpretavano la Chiesa come popolo di Dio e come comunità di credenti. Per questo il processo di riforma della diocesi proposto dai dieci gruppi era basato su un modello sinodale.

(autore: Giovanni Turbanti)

Indice del n.30 (II/2011)