L’intervento si sofferma sulle ragioni, e relative implicazioni, che spiegano come oggi sia possibile qualificare i cattolici «soci fondatori di questo Paese», e sostenere che l’identità del cattolicesimo e della Chiesa e l’identità dell’Italia sono intimamente legate. Ciò non significa che la radice del cattolicesimo e della Chiesa abbia carattere nazionale o socio-culturale, ma che la fede cristiana, generata da un evento di grazia, in Italia è incarnata in un tessuto socio-culturale che ne risulta storicamente connotato fino al presente. L’Italia, intesa come unità nazionale e statuale, pur nella complessità della storia e nella pluralità della sua conformazione culturale e sociale raggiunta oggi, ha storia e radici cristiane largamente prevalenti. Anche attraverso questa forma di cattolicesimo come radicamento sociale e culturale del vangelo, Chiesa e Italia dialogano in modo del tutto particolare, trovano energie dinamiche ed essenziali. Essere cittadini o essere credenti non è alternativo: sta a noi raccogliere l’occasione che ci viene offerta e riconoscere nell’esserlo simultaneamente un valore aggiunto.

(Intervento di: Mons. Mariano Crociata)

Indice del n.29 (I/2011)