Il Nulla e il Senso. Un’interpretazione del nichilismo a partire dalla filosofia di Bernhard Welte [437-456]

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Creato Mercoledì, 11 Dicembre 2019 Ultima modifica il Mercoledì, 11 Dicembre 2019 Data pubblicazione

 

Nel pensiero teologico del Novecento un posto importante è occupato dalla teologia di Bernhard Welte. Allievo del filosofo tedesco Martin Heidegger, negli ultimi anni della sua produzione ha cercato di pensare il cristianesimo nell’orizzonte del nichilismo contemporaneo, quando il nulla sembra essere divenuto la cifra del nostro tempo. Nella sua opera maggiore Welte ha elaborato due itinerari per pensare il rivelarsi di Dio nel velo del nulla. Punto di forza è il postulato del senso che comanda che la realtà nel suo complesso abbia un senso ultimo. A partire da questo risultato, l’articolo indaga la relazione tra il mistero assoluto e l’uomo: dal lato del Sacro, pensato come realtà personale capace di donare senso, e dalla parte dell’uomo che nella libertà del suo atto di fede si abbandona a Dio, fondamento ultimo della realtà che nel suo ritrarsi rende possibile la libera decisione dell’uomo.

 

(autore: Ernesto Marciò)

Indice del n. 46 (2/2019)

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