«Erano quelli i giorni degli Azzimi»: Pietro, un segno pasquale per i fratelli tra santità e missione (At 12,1-24) [369-396]

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Creato Mercoledì, 11 Dicembre 2019 Ultima modifica il Mercoledì, 11 Dicembre 2019 Data pubblicazione

 

Il racconto della liberazione di Pietro dal carcere è spesso considerato un «masso erratico» nella trama degli Atti. Il presente lavoro tenta di mostrare la sua funzione nell’economia del libro. Collocato tra l’episodio della conversione del primo gruppo etnico in casa di Cornelio e la fondazione della Chiesa di Antiochia (cc. 10–11), da un lato, e l’avvio della missione paolina (cc. 13–14), dall’altro, esso mostra che, con la liberazione di Pietro e la sconfitta di Erode, Dio ha dichiarato aperte le porte dell’evangelizzazione ai non-giudei. Con i suoi molteplici riferimenti intertestuali all’esodo e alla pasqua di Gesù, il brano legittima la transizione dalla testimonianza apostolica, rappresentata da Pietro, a quella delle generazioni seguenti e stabilisce condizioni di possibilità e modalità della testimonianza ecclesiale di ogni tempo.

(autore: Lorenzo Rossi)

Indice del n. 46 (2/2019)

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