Dio: uno per tutti. Studio d’una convergenza teologica tra musulmani e cristiani [343-367]

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Creato Mercoledì, 11 Dicembre 2019 Ultima modifica il Mercoledì, 11 Dicembre 2019 Data pubblicazione

 


Il saggio vuole discernere la convinzione che il concilio Vaticano II indirizzò ai musulmani affermando che essi «adorano con noi il Dio unico» (LG 16). Da muro polemico, la professione d’un solo Dio diventa ponte tra i due credi, mostrando la radicale condizione di un loro accordo. Analoga proposta anima la parte musulmana, già per attestazione del Corano (sura 29,46), riespressa dalla recente Lettera aperta e appello delle guide religiose musulmane. Per due diversi credi riconoscere d’adorare lo stesso Dio implica che la diversità consente, non vieta tale riconoscimento. Anzi, esso non pare un’opzione umana, bensì un asserto tratto da un’affermazione di Dio stesso. Per apprezzarne senza equivoci la sostanza, questo studio stila i caratteri di elementi basilari e comuni alle parti (rivelazione, parola di Dio, scrittura) per mostrare le condizioni e le opportunità della loro convergenza.

(autore: Simone Duchi)

Indice del n. 46 (2/2019)

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