Ortodossia greca ed Europa. Un rapporto ambivalente e fecondo nell’analisi di uno studio recente

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Creato Mercoledì, 24 Luglio 2019 Ultima modifica il Mercoledì, 16 Ottobre 2019 Data pubblicazione

 

L’ingresso della Grecia nell’Unione Europea ha avuto riflessi sul piano teologico, in quanto l’integrazione del Paese in un organismo religiosamente pluri-confessionale pone l’Ortodossia in una situazione di nuove interazioni culturali. Una parte degli ambienti teologici locali, come gli esponenti della «rinascita neo-ortodossa», concependo il rapporto con l’Occidente cristiano in una prospettiva non complementare, bensì alternativa, vede la relazione con le istituzioni comunitarie europee in termini fondati sull’alterità. Altri teologi invece, e soprattutto esponenti della gerarchia ecclesiastica, hanno invece collaborato fattivamente con le istituzioni europee, nell’assunto che l’incontro inter-cristiano fa parte della missione universale della Chiesa e soprattutto le peculiarità della teologia ortodossa potrebbero aiutare l’Occidente a ritrovare le proprie radici culturali cristiane.

(autore: Enrico Morini)

Indice del n. 45 (1/2019)

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