I gesuiti a Baragalla. I «due volti» della «Compagnia» (Roma e Milano) [463-473]

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Creato Giovedì, 20 Dicembre 2018 Ultima modifica il Giovedì, 20 Dicembre 2018 Data pubblicazione

Il saggio approfondisce il significato storico della presenza dei gesuiti a Reggio Emilia, che, dopo pochi anni dalla chiamata nella diocesi emiliana, nel 1958 aprirono il Centro del Sacro Cuore. L’autore individua una sorta di «dialettica» a distanza tra il modello romano, che si collegava a La Civiltà Cattolica, e quello milanese, che si rifaceva ad Aggiornamenti sociali. L’esperimento reggiano trasse ispirazione dal nucleo di scrittori che collaboravano alla più recente rivista, sia per il differente giudizio sul corso della storia, sia per la propensione a un’analisi più profonda di una società in rapida trasformazione, sia ancora per la tendenza a operare mediazioni più aperte del magistero sociale, sia infine per un respiro più accentuato alla cultura (non solo teologica) francese. Il parallelo è tracciato in coincidenza del duro attacco a Jacques Maritain portato sulle colonne del più antico periodico promosso dalla Compagnia di Gesù.

(autore: Giorgio Campanini)

Indice del n. 44 (2/2018)

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