Accoglienza incondizionata e testimonianza cristiana: quale integrazione? [447-464]

Stampa
Creato Venerdì, 19 Marzo 2021 Ultima modifica il Venerdì, 19 Marzo 2021 Data pubblicazione

 

L’articolo si rivolge a chi esercita nella Chiesa un ministero di accompagnamento spirituale e formativo. Nel contesto culturale ed ecclesiale attuale, molte persone che cercano aiuto affiancano a un sincero desiderio di crescere nella fede l’autoconcessione ad atteggiamenti, stili di vita, scelte moralmente incompatibili con le esigenze del vangelo. Di qui la questione posta: come essere fedeli all’insegnamento di Gesù, che chiama a una accoglienza incondizionata della persona, ma allo stesso tempo invita a camminare sulla via della verità? Il tema ha radici teologiche, perché è in gioco l’immagine di Dio veicolata dalla relazione educativa. Dal punto di vista dei dinamismi psico-spirituali dei soggetti implicati, l’articolo mette in evidenza come sia da trattare con accuratezza la capacità o meno della persona di integrare i valori cristiani nel proprio vissuto, come spinte motivazionali efficaci e durature. L’analisi dell’autore si dilunga nel mostrare come tale processo, per nulla scontato, si innesti in una condizione antropologica costitutiva, spesso dimenticata, che definisce «dialettica di base»: quest’ultima rappresenta un’efficace categoria interpretativa della struttura dell’essere umano. Nella tensione tra poli opposti che convivono nella persona va riconosciuto il terreno su cui agire affinché i valori siano realmente internalizzati, per sostenere scelte consone alle esigenze del vangelo.

(autore: Luca Garbinetto)

Indice del n. 48 (2/2020)