Dissertazione dottorale a.a. 2013/2014 [517-518]

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POSTORINO Antonio (diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato)

 

La Sapienza della Croce. Una interpretazione anagogica della kenosi formulabile nel quadro del programma bontadiniano della rigorizzazione della metafisica

 

Primo relatore: OLMI Antonio – Secondo relatore: PARENTI Sergio
Difesa: 3 aprile 2014 – Qualifica: summa cum laude

 

L’indagine muove dal fatto che nel movimento che chiama se stesso «teologia della morte di Dio», o «teologia radicale», o «ateismo cristiano» – movimento che si svolge in ambiente protestante americano poco dopo la metà del secolo scorso –, la figura nietzschiana della «morte di Dio» prende campo nella stessa teologia cristiana, addirittura con la pretesa che tale figura rappresenti il senso più profondo del cristianesimo e l’autentico significato della sua rivelazione.
Ritenendo che un tale slittamento di significati non sia un episodio atipico, ma corrisponda all’esito in qualche modo fatale di un’ontologia che raccoglie nella nietzschiana «morte di Dio» l’estremo frutto di un difetto nichilistico che la tradizione metafisica dell’Occidente porta in sé fin dall’inizio, e nel quale la teologia – che ha interiorizzato questa tradizione – viene a trovarsi coinvolta, l’indagine si è rivolta alla prospettiva della «rigorizzazione» della metafisica, che nasce dalla filosofia «neoclassica» di Gustavo Bontadini e che trova i suoi sviluppi anche controversi nell’opera di Emanuele Severino, con l’instaurarsi di un contenzioso teoretico tuttora aperto.
Ravvisando nella teologia anagogica, o «teologia dall’alto», l’impostazione teologica che si vale sistematicamente della metafisica «rigorizzata», si è configurato un concetto anagogico della kenosi dal quale risulti evidente come il concetto della «morte di Dio» affermata da Nietzsche e fatta propria dalla teologia radicale americana sia, tecnicamente, nient’altro che un’astrazione dipendente dal non risolto difetto nichilistico dell’ontologia – difetto emendato il quale la teologia classica si trova al riparo da deviazioni e cadute del genere visto.
I primi due capitoli si occupano della teologia americana in questione, studiandone gli autori lungo una sorta di «piano inclinato» che conduce alla sua posizione più spinta. Il terzo capitolo si occupa della fede teologale, chiarendo il rapporto tra fede e ragione proprio della teologia anagogica. Il quarto capitolo tematizza la rigorizzazione della metafisica in chiave essenzialmente teoretica, dando conto solo in nota delle sue vicissitudini storiche. Il quinto e ultimo capitolo si occupa di quell’interpretazione anagogica della kenosi che sappia reintegrare in pienezza, al di là di possibili interpretazioni devianti, la Sapienza della Croce.

Indice del n.36 (II/2014)

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